Neck reset e restauro su Martin anni ’70

Uno degli interventi più complessi da eseguire su una chitarra acustica è senza dubbio il neck reset. Quando è necessario un intervento di questo tipo?
Nel corso degli anni, una chitarra acustica tende a deformarsi per via della costante trazione delle corde. La tavola armonica tende a distorcersi in altezza, e la diretta conseguenza è che l’action delle corde diventa sempre più alta. Tendenzialmente, la prima cosa da fare per compensare l’altezza è abbassare la selletta, ma quando questo non basta più è necessario eseguire un intervento più radicale.

La soluzione migliore, in questi casi, è quella di scollare il manico ed aumentarne l’angolo rispetto alla tavola, in modo tale da avvicinare le corde alla tastiera.
L’operazione è, ovviamente, estremamente delicata e richiede una precisione estrema.
Di seguito troverete un esempio di neck reset, con alcune foto passo-passo degli interventi. Questa magnifica Martin ha una storia molto importante alle spalle.  Si tratta di una chitarra appartenuta a John Martyn, noto cantautore inglese, il quale con questo strumento ha registrato molti dischi e suonato innumerevoli live. Inutile dire che la pressione per questo lavoro era piuttosto alta! Potete ascoltare la chitarra qui:

Sotto ogni foto troverete una piccola spiegazione dei problemi riscontrati e delle soluzioni adottate per portare la chitarra al suo antico splendore.
Clicca sull’immagine per aprirla a risoluzione più alta.

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Ecco lo strumento in tutta la sua bellezza: questa chitarra ha solcato palchi importantissimi per la musica internazionale dagli anni ’70 in poi, ma ora ha bisogno di qualche cura amorevole…

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Particolare della paletta.

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…L’action delle corde è molto alta, e sono già stati eseguiti interventi in precedenza per abbassarle. Con il passare degli anni, la chitarra subisce una naturale distorsione sotto la tensione delle corde, e questo fa sì che la tavola armonica tenda ad alzarsi ed a protrarsi verso il manico, con l’ovvia conseguenza che l’altezza delle corde diventerà sempre più alta. Vediamo se si può abbassare l’action agendo al ponte.

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Come si vede da questa foto, la selletta del ponte è completamente infossata all’interno della sede. Inoltre, una selletta così bassa compromette la resa sonora dello strumento, in quanto le corde non esercitano abbastanza trazione alla tavola, risultando così in uno smorzamento della propagazione della vibrazione delle corde, ed in generale un suono più muto.

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E’ evidente che non sia più possibile agire sul ponte per abbassare l’action; non resta quindi altro da fare che eseguire un neck reset, ovvero lo scollaggio, ricalcolo dell’inclinazione e reincollaggio del manico. Controlliamo prima l’attuale angolazione del manico…

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Appoggiando una riga dritta sul manico, quest’ultima dovrebbe “atterrare” appena sopra il ponte: questo non succede, ed anzi la riga cade ben al di sotto del ponte stesso, nonostante questo sia pure già stato rasato nell’altezza per compensare. E’ quindi necessario un neck reset.

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Questa è la selletta estratta dalla sede.

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Inoltre, la sede originale è stata precedentemente chiusa, ed il nuovo slot è stato eseguito più indietro, molto probabilmente per compensare l’intonazione. Il problema è che è stata tirata troppo indietro, e la sede non è ben eseguita: le pareti sono frastagliate e non uniformi, sia in senso longitudinale che in altezza. Questo comporta una perdita di tono e trasmissione sonora. Ci occuperemo di questo più avanti, per ora iniziamo dallo scollaggio della parte di tastiera sulla tavola.

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Dopo aver opportunamente scaldato la lingua della tastiera per rendere la colla più morbida, si inizia a staccare la tastiera con spatole di varie dimensioni e spessore, finchè la tastiera non sia completamente staccata dalla tavola.

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Il passo successivo è quello di scollare la giunta a coda di rondine del manico dallo zocchetto della cassa. Per fare questo si praticano due fori all’altezza della giunta, sopra la tastiera, attraverso i quali si inietterà del vapore. Questo ammorbidirà la colla e mi permetterà di estrarre (molto lentamente) il manico dalla cassa.

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I due fori all’altezza del 15mo tasto, nei quali verrà iniettato del vapore attraverso la siringa che si vede in foto. I due fori saranno poi resi invisibili.

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Manico scollato!

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Manico scollato!

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Si inizia la pulizia della giunta dalla vecchia colla.

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Ancora pulizia della colla.

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Giunta pulita.

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Ora bisogna calcolare matematicamente il nuovo angolo del manico. Si procederà a togliere del materiale dal tacco, per conferire al manico un angolo più acuto. Questo di conseguenza farà avvicinare le corde alla tastiera, ma bisogna stare estremamente attenti a non togliere nemmeno un decimo di millimetro di troppo; una minima variazione dell’angolo ha infatti grande impatto sull’altezza delle corde, e potremmo trovarci con la situazione opposta, ovvero le corde troppo vicine alla tastiera. Inoltre è fondamentale togliere la stessa quantità di materiale da entrambi i lati del tacco, altrimenti si avrebbe un disallineamento delle due corde più esterne rispetto ai bordi della tastiera.

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Dopo ore di lavoro lento ed attento e decine di prove a secco, sono finalmente pronto a reincollare il manico.

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Ritorniamo al ponte. Per risolvere il problema della selletta (e delle rampe per le corde ai fori per i pin non eseguite bene) ho deciso di eseguire un tassello di ebano, che coprirà completamente la vecchia sede, e successivamente ne freserò un’altra.

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Tassello eseguito ed incollato, fase intermedia del lavoro.

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Ecco il risultato finale con la nuova selletta d’osso intonata. Come si vede, il tassello è completamente invisibile.

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Tassello in ebano invisibile.

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Altra visuale del ponte.

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Dopo una rettifica della tastiera, sono pronto a montare le corde per testare lo strumento. Ottimo risultato!

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Nessun segno di intervento dove il manico è stato scollato.

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Nessun segno di intervento visibile.

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Anche osservando la tastiera, dove ho agito con le spatole per scollarla, risulta quasi impossibile vedere che sia stato eseguito un neck reset in precedenza.

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Ponte con pin e corde montate.

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Tutto l’intervento è andato a buon fine, ed ora lo strumento ha guadagnato in proiezione e presenza di armoniche, oltre che ad un basso più fermo e presente. Ho anche eseguito altri lavori, come la chiusura di alcune crepe aperte ed il reincollaggio di una catena, qui non documentati per comodità. Ora la chitarra è pronta per altri trent’anni di vita e di musica.

 

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